Tipo:
drabble da cento parole ciascuno; conteggio parole con Word
Rating: PG13
Genere: romantico, malinconico, introspettivo
Warnings: shoujo-ai, spoilers!
Raccolta: Callas went away
Set: 30_tears
15. spring
Ephemeral
Gandaraja danza attraverso
un morbido strato di nuvole, nell’infuocato splendore dei raggi del sole,
sospinta dalle capriole di un vento speziato di miele e fiori. Non è
facile resistere, non per Souma, quando finalmente il castello poggia sulla
vastità selvatica del prato. Dimenticando finanche la reverenza verso
Kendappa-ou, la tira per mano scuotendo i suoi strascichi, verso il cielo spalancato
su di loro; la regina lo saluta sorridendo.
«Guardate, mia signora, le rose!» esclama Souma, curva sulla fioritura
scarlatta, di cui taglia qualche stelo robusto.
Ride, Kendappa-ou: piangerebbe, ma ha dimenticato come fare.
«Non sai che fanno presto ad appassire?».
16. summer
Forevermore
Si riversa sulla terra come
una chioma bionda, il sole, come una testa che si sporge, incuriosita dai suoni
meravigliosi che Kendappa-ou fa sgorgare dalle dita. Souma, lì accanto,
sta stesa ad ascoltarla, immersa in un mare d’oro di ginestre. Ha lo sguardo
incantato di una bambina - realizza la regina, voltandosi a spiarla -, e sorride
impercettibilmente nell’abbandonarsi al delicato, serico nastro delle
sue note. Quella serenità la compiace infinitamente.
«Vorrei non smetteste mai.» mormora Souma.
Kendappa-ou coglie nuovamente la commozione che le brilla nello sguardo.
«Un giorno tutto dovrà smettere.» risponde.
Ma questo non importa a nessuna, ora.
17. fall
Silence
Ha il colore della stagione,
nelle sue lussuose vesti sanguigne. Si confonde nell’immenso tappeto di
foglie di acero, ride nel vento che le sospinge loro sui visi. Souma l’abbraccia
felice, benché quel rosso dilagante le ricordi Taishakuten e i suoi massacri
– neanche quest’autunno sarà lieto. Un tempo era diverso:
l’autunno risuonava di canti e risate, adesso solo la natura sussurra
piano. Vorrebbe cambiare le cose; spera che Kendappa-ou l’appoggi. Lo
dice: «Vorrei sradicare il mondo e—».
Lei adagia un dito sulle sue labbra, vento e foglie crepitano, nascondendole
la voce incrinata.
«Va bene, questo mondo, finché ci sei tu.».
18. winter
Requiem
Ten-ou osserva la neve cadere.
Le rovine di Zenmi-jou devono esserne piene: la foschia gli impedisce di scorgerle.
Si chiede se il gelo abbia coagulato tutto: il sonno di Ashura e quello eterno
di chi lo amava, il dolore di chi ancora lo attende e la pace di chi dorme nella
morte che ha desiderato. Chissà – la domanda è scomoda –
se Souma e Kendappa-ou sono come le ricorda, le teste reclinate l’una
contro l’altra e le mani indissolubilmente avvinte, cristallizzate nell’atona
serenità della morte, nel velo lieve del ghiaccio, insieme.
Con un piccolo gesto, il principe si asciuga una lacrima.
~
A/N 2 marzo 2007, ore 15:10. Scritte sì sull’onda emotiva di Bara wa utsukushiku chiru, ma sono state così limate per arrivare a cento parole (la prima era venuta di CENTOTRENTANOVE ç_________ç!) che mi ci sono praticamente esaurita su XD. Ho voluto improntare queste piccole cosine sulla caducità, sul fatto che la condizione di queste due minaccia di sfasciarsi da un momento all’altro (e Souma non ne sa niente), e che tutto può essere stabilizzato solo dalla morte (brutta cosa il Kendappismo). Anyway, dedicato a Shu, la mia commentatrice solitaria, e ad Harriet, perché solo dopo aver scritto mi sono ricordata che an che lei ha scritto drabble sulle quattro stagioni XD ç_ç.
PS: e ricordate…
le rose appassiscono in bellezza! *lalalà* *saltella via canticchiando
l’opening di Versailles No Bara*