Sere Nere
Senza
te ho combattuto il silenzio parlandogli addosso
E levigato la tua assenza solo con le mie braccia
E più mi vorrai e meno mi vedrai
E meno mi vorrai e più sarò con te
E più mi vorrai e meno mi vedrai
E meno mi vorrai e più sarò con te
E più sarò con te, con te, con te
Lo giuro
(Tiziano Ferro, Sere Nere)
Come il bacio di
un serpente.
L’ho baciata, le ho mentito, spero di averle conficcato un coltello nel
cuore che non le permetterà mai più di pensare a me come a un
uomo, ma nemmeno come a un fratello.
Sara, Setsuna che ti ha sempre consolato è uno stronzo, bugiardo come
Giuda, perché ti ama fino all’osso e il sangue che ci unisce brucia
come un castigo infernale.
La pioggia non riesce a raffreddarlo, Sara… e non esiste donna più
magnifica di te in tutto l’Universo, sei troppo dolce, troppo buona, troppo
fragile eppure fortissima e le tue labbra troppo calde, troppo desiderabili,
troppo puerili, troppo… troppo tue. Troppo, troppo, troppo… e da
quando starti vicino per proteggerti non mi basta più?
…
E da quando mi è mai bastato?
Dio, non mi abbraccerà
mai più dicendo ‘ti voglio bene’, ma nemmeno si farà
serrare nella mia stretta per dirmi che mi ama…
Non sarebbe dovuto accadere nemmeno fra mille anni, cara sorella.
Spero che tu sia ancora in tempo per salvarti, ora che ti ho ridotta in briciole.
Voglio vederti sveglia in una mattina di sole per sentirti enunciare di esserti
innamorata dell’uomo giusto, che non sono e non sarò io.
Infelice. Sarò
così. Non so se esista in questo maledetto mondo un uomo che ami te con
almeno un millesimo dei miei sentimenti.
Intanto rimani la mia piccola sorellina, nessuna preghiera muterà questo.
Dio non può più sentirmi…
Voglio gelare qui,
stringendo il dolore vibratoti, cadere sull’asfalto con un peso non mio
ma di una statua di ghiaccio, negli occhi morti ancora l’abbozzo del tuo
piangere sincero che mi grida la tua salvezza.
Libera da questo peccato, al contrario di me che lo trascino come una pietra
pesante e sporca da una vita fino alla meta dell’oblio.
Ma sono già
morto, non ho nessuno da proteggere, sei oramai al sicuro, l’unico atto
d’amore che mi sono potuto permettere è stato insultare il mio
bacio.
Sara, ti amo.
Solamente come Setsuna, come uomo, come disperato, come una stella cadente prima
di un desiderio.
Piango perché l’unica stella si è bruciata fra il sale delle
tue lacrime…
Eppure sono un uomo che vorrebbe bastarti.
Mentre Dio è insordito dal carillon della pioggia.
Non vuole sentire che ti amo.
FINE by Juuhachi Go