FACE-OFF
027.
Genitori
«Allora, Michiru, quand’è che tu e il tuo giovanotto ci
darete un nipotino?» chiese sua madre, gongolante, dal divano di fronte.
”Quando mi saranno spuntate le palle e sua figlia si scoprirà eterosessuale!”
fu il primo pensiero che Haruka ebbe la tentazione di sputare fuori, mentre
sentiva atrio e ventricolo che si accingevano a intraprendere un lungo, esilarante
viaggio nei meandri delle sue costole. Prevedendo con una fugace occhiata la
sua reazione, Michiru, preoccupandosi che la donna fosse occupata a guardare
i suoi quadri, le affibbiò un potente pizzicotto.
«Non provarci!» sibilò poi, pericolosamente perentoria. Haruka
alzò gli occhi al cielo e si trattenne appena dallo sbuffare rumorosamente.
Eppure lei lo aveva detto, che era ben più di una pessima idea.
«Ecco, signora…» esordì, schiarendosi la voce con un
imbarazzo palpabile «… è indubbio che io ami sua figlia,
ma… vede…».
«Quello che Haruka intende dire è che…» si intromise
Michiru, sovrastandola.
«Sì, insomma… oh, d’accordo, Michiru, parla tu.».
«No, no, va bene anche se parli tu…».
«Mh.».
Seguì un attimo di impacciato silenzio.
«Vedi, mamma, è che...».
«Nonna!».
Le tre donne si voltarono improvvisamente verso Hotaru. Corse a braccia spalancate
in direzione dell’ospite. Anzi, fece di più: le volò letteralmente
addosso.
«Sono Hotaru, sono io la tua nipotina! La mamma mi parla sempre di te!».
La nonna in questione fissò la coppia di fronte a lei con le mascelle
che toccavano quota pavimento.
«È proprio di questo che volevo parlarti, mamma: noi siamo già
sposati!» annunciò Michiru, cogliendo la palla al balzo e mostrandole,
con aria raggiante, gli anelli che entrambe avevano deciso di portare all’anulare.
Ignorò deliberatamente lo sdegno con cui Haruka la guardò non
appena la sentì riferirsi al maschile alla loro situazione sentimentale
e preferì dilungarsi su quanto, tre anni prima, le loro nozze e la conseguente
nascita della figlioletta fossero passate inosservate causa il risentimento
che, nonostante tutto, suo padre le serbava ancora dopo che aveva deciso di
andarsene di casa.
Ben presto dimentica dell’iniziale stupore, la distinta signora considerò
fosse ora di darsi a una sfrenata danza della gioia, per poi chiedere a quel
gioiello di nipote come andasse a scuola e quali fossero i suoi dolci preferiti,
fino a che non lasciò completamente a se stesse le padrone di casa, ancora
immobili sul divano.
Michiru fu l’unica a udire Haruka che prese a fischiettare la melodia
di Carramba! Che Sorpresa! con inaudita sfacciataggine.
A/N 1 aprile 2007, ore 2:17. Non dico niente perché
mi si rivoltava in testa da giorni ed è ignobilmente cretina XDDD…