Aware

E' strano.
Tu eri qui, fino a poco tempo prima.
Potevo toccare le tue mani.
Oggi, invece, non posso.
Ritrovarti.
Da nessuna parte.
In nessun posto.
Nemmeno uno.
Non credi che sia una cosa incredibile e orrenda?
Tu e il Sakura, così maestosi, forti.
Al punto di infondermi un sacro terrore fin dentro le vene.
Qualcosa di così immenso.
Eterni.
Eppure, adesso... polvere.
Ti amo ancora.
Confronta questo con i tuoi fiori di ciliegio.
E' un qualcosa di così piccolo.
Al punto di riuscire a sopravvivere a tutto questo.
Semplicemente, il Sakurazukamori è un uomo.
Un uomo.
Solo.
Cerca di nutrirsi di morte.
Ma la morte è grande.
Grande.
Come nemmeno lui può immaginare.

Note... 7 maggio 2005. Scritta di getto, coincisa e dolorosa. Autobiografica, dannatamente ><. Due parole sul titolo, che è stato l'ultimo dei miei pensieri: "Aware", pronunciato "avueir" in inglese, significa "consapevole". In giapponese, invece, pronuncia "auale", significa "misero".

Juuhachi Go @ "No hope for Cinderella"